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Lanciano sassi dal cavalcavia a Chieri, auto danneggiate

La zona di corso Buozzi è sotto i riflettori della cronaca locale per il lancio di sassi da un cavalcavia, un episodio che ha fatto tornare alla mente scenari già vissuti in passato in altre aree della provincia di Torino.

Come riporta Torino Cronaca, il fatto è avvenuto martedì sera, pochi minuti dopo le 18, in un orario in cui la strada era ancora abbastanza frequentata.  Cesare M., uno degli automobilisti colpiti, ha raccontato la sua esperienza con parole che lasciano poco spazio all’immaginazione: «Stavo viaggiando in direzione Andezeno quando una pietra lanciata dal secondo cavalcavia ha colpito il parabrezza della mia auto». L’uomo, pur riuscendo a mantenere il controllo del veicolo, ha riportato danni evidenti al parabrezza, segno di quanto il colpo fosse stato violento.

Cesare ha poi lanciato un appello pubblico sui social, invitando chiunque avesse assistito alla scena a segnalare l’accaduto alle autorità competenti. «Fate attenzione e se avete visto qualcosa segnalatelo ai carabinieri», ha scritto, nella speranza che qualche testimone potesse fornire informazioni utili. La sua auto ha subito danni considerevoli, e solo la fortuna ha voluto che le conseguenze si limitassero al danno materiale, senza coinvolgere l’incolumità fisica del conducente o di altri utenti della strada.

Quello che rende questa vicenda ancora più sconcertante è l’identità dei presunti responsabili. Non si tratterebbe di adolescenti o adulti, ma di bambini in età da scuola elementare. È quanto emerge dalla testimonianza di Alessandra P., un’altra automobilista che quella stessa sera, più o meno alla stessa ora, si è trovata suo malgrado coinvolta in un episodio simile. «È successo anche a me», ha raccontato la donna, descrivendo con precisione ciò che ha visto. «Ho visto un ragazzino piccolo, avrà avuto circa 8-10 anni, sul cavalcavia e ho sentito un botto sul tetto della mia macchina», ha spiegato Alessandra. Le sue parole dipingono un quadro che lascia sgomenti: un bambino, probabilmente ignaro delle reali conseguenze delle proprie azioni, che lancia un sasso su un’automobile in corsa. Un gesto che, se compiuto da un adulto sarebbe già grave, risulta ancora più difficile da comprendere se perpetrato da un minore così giovane, ponendo inevitabilmente interrogativi sull’educazione e sulla supervisione dei più piccoli in spazi pubblici.

Le autorità locali sono state informate degli episodi, e si spera che vengano adottate misure concrete per evitare il ripetersi di simili situazioni. La presenza di reti di protezione o di una maggiore sorveglianza nei pressi dei cavalcavia potrebbe rappresentare una soluzione pratica, ma il problema ha radici più profonde che riguardano la consapevolezza dei rischi e la responsabilità collettiva.