Il Piemonte si prepara a scrivere una nuova pagina nella storia della sanità pubblica regionale. Il nuovo ospedale dell’ASL TO5 rappresenta uno dei progetti più ambiziosi e significativi nell’ambito dell’edilizia sanitaria italiana degli ultimi anni. Con un investimento di oltre 302 milioni di euro e una struttura pensata per servire circa 310.000 abitanti, il cantiere che prenderà forma a Cambiano, in provincia di Torino, promette di ridefinire completamente il concetto di assistenza sanitaria per un’intera comunità. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il territorio, le sue tradizioni e la sua natura.
Il comune di Cambiano, situato nella cintura sud di Torino, è stato scelto come sede del nuovo ospedale unico dell’ASL TO5 per la sua posizione strategica e baricentrica rispetto all’intero bacino d’utenza che la struttura andrà a servire. L’area individuata si trova nella parte inferiore del centro abitato, in una zona ben collegata e facilmente raggiungibile da tutti i comuni del distretto. Confina a sud con il tracciato della tangenziale di Torino, tra la barriera di Trofarello e l’uscita di Santena, mentre a est si affaccia sull’area industriale lungo strada dei Prati. A nord, invece, il sito è delimitato dall’area industriale e dal tracciato della linea ferroviaria Torino-Asti, e a ovest dalla variante della SP29.
Dal punto di vista morfologico, il terreno dei lotti individuati dalla Stazione Appaltante si presenta prevalentemente pianeggiante, con una leggera pendenza che scende da nord verso sud. Una caratteristica che, dal punto di vista tecnico e progettuale, rappresenta un vantaggio non trascurabile, semplificando le operazioni di costruzione e permettendo una maggiore libertà nella distribuzione degli spazi funzionali all’interno del complesso ospedaliero. La natura del suolo ha consentito ai progettisti di lavorare con una certa flessibilità, adattando il disegno architettonico alle esigenze cliniche e logistiche senza dover fare i conti con ostacoli naturali particolarmente complessi.
Attualmente, la maggior parte dell’area ha destinazione agricola, mentre una porzione significativa è occupata dal cosiddetto Parco Veicoli Inefficienti, un’area demaniale ormai abbandonata da anni e caduta in disuso. La riqualificazione di questo spazio rappresenta, di per sé, un valore aggiunto all’intero progetto: trasformare un’area degradata e inutilizzata in un polo sanitario moderno e funzionale è un segnale forte di rigenerazione urbana e territoriale. Un messaggio chiaro che le istituzioni intendono mandare ai cittadini: dove c’era abbandono, sorgerà cura.
Il nuovo ospedale dell’ASL TO5 non sarà semplicemente una struttura sanitaria di sostituzione, ma un vero e proprio polo di riferimento per l’intera area. La struttura andrà a sostituire le attività degli attuali ospedali Santa Croce di Moncalieri, Maggiore di Chieri e San Lorenzo di Carmagnola, riunendo sotto un unico tetto competenze, risorse e servizi oggi distribuiti su tre sedi distinte. Con 470 posti letto totali — di cui 423 dedicati all’acuzie e 47 tecnici — e un pronto soccorso con DEA di I livello in grado di accogliere circa 100.000 passaggi all’anno, il nuovo ospedale sarà sviluppato su una superficie di circa 80.300 metri quadrati. Un dimensionamento pensato non solo per rispondere ai bisogni attuali, ma anche per anticipare quelli futuri di una popolazione in continua evoluzione.
Il modello architettonico e clinico proposto è frutto di un lavoro approfondito e multidisciplinare, sviluppato attraverso analisi multi criteri e tecniche di ottimizzazione ispirate ai principi del design rigenerativo. Questo approccio innovativo ha permesso di controllare e perfezionare le performance dei modelli clinico-gestionali, garantendo al tempo stesso una stretta coerenza tra il programma funzionale e i legami tra i diversi reparti. Particolare attenzione è stata riservata alle tematiche ambientali e architettoniche: il progetto impone un dialogo continuo tra il verde circostante, il profilo delle montagne all’orizzonte e il costruito, adattando le scelte tecnologiche alla natura del luogo e ai suoi vincoli specifici. Il risultato è un ospedale che non si impone sul paesaggio, ma ne diventa parte integrante.
Lo sguardo dei progettisti è proiettato anche e soprattutto verso il futuro. L’idea di fondo è che questa struttura ospedaliera, collocata ai confini della metropoli torinese e immersa nel verde della campagna piemontese, possa diventare molto più di un semplice presidio sanitario: un punto di slancio per lo sviluppo di una rete di servizi a disposizione degli abitanti dell’area. L’iniziativa si inserisce nel grande piano di edilizia sanitaria regionale sviluppato d’intesa con INAIL, per il quale è previsto uno stanziamento complessivo di 302.000.000 di euro. Una cifra importante, che testimonia la volontà delle istituzioni di investire concretamente nella salute e nel benessere dei cittadini piemontesi.
Se da un lato il nuovo ospedale rappresenta un investimento strategico, dall’altro resta ancora aperta una questione fondamentale per il territorio: il futuro dell’ospedale San Lorenzo di Carmagnola e quello di Chieri . Ad oggi, le informazioni ufficiali indicano che il nuovo presidio di Cambiano sostituirà le attività ospedaliere principali, ma non è ancora del tutto definito nel dettaglio quali servizi resteranno negli altri ospedali. È però plausibile, sulla base di modelli già adottati in altre riorganizzazioni sanitarie, che le altre strutture vengano riconvertito in strutture territoriali, con funzioni come:poliambulatori specialistici servizi diagnostici attività di continuità assistenziale eventuali reparti a bassa intensità o lungodegenza
La ridefinizione dei servizi sanitari locali sarà un passaggio delicato. Per i cittadini di Chieri e dei comuni limitrofi, sarà fondamentale capire in tempi rapidi:quali reparti resteranno attivi sul territorioquali verranno trasferiti a Cambiano, come saranno garantiti accessibilità e tempi di interventoIl rischio percepito è quello di un depotenziamento dei servizi locali, compensato però – nelle intenzioni della Regione – da una struttura più efficiente e completa a livello sovracomunale.
Il progetto del nuovo ospedale di Cambiano rappresenta senza dubbio un passo avanti per la sanità piemontese. Tuttavia, perché la riforma sia davvero efficace, sarà fondamentale chiarire al più presto il ruolo futuro degli altri ospedali.



