La vicenda si è consumata nelle prime ore di mercoledì 10 giugno a Baldissero Torinese. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il movente scatenante sarebbe stato il pagamento di una bolletta dell’acqua, una di quelle questioni domestiche che in una famiglia normale si risolvono con qualche parola di troppo e poi si archiviano.
La vittima è una donna di 77 anni, la madre del 33enne. Stava riposando nel suo letto quando il figlio si è avvicinato e ha tentato di soffocarla con un cuscino. Un gesto premeditato, freddo, che racconta di una violenza che evidentemente non era nata in quella mattina di giugno. L’anziana donna, nonostante lo spavento e la difficoltà fisica, è riuscita a resistere abbastanza a lungo da permettere che qualcuno intervenisse in suo soccorso.
A fare la differenza è stata la nuora, che si trovava in casa in quel momento. Il suo intervento tempestivo ha fatto desistere il 33enne dall’intento omicida, interrompendo un gesto che altrimenti avrebbe potuto concludersi nel peggiore dei modi. Non appena il figlio si è allontanato, la madre ha trovato la forza di chiamare il 112, raccontando ai carabinieri quello che era appena successo. Una telefonata coraggiosa, quella di una donna che per anni aveva probabilmente taciuto, e che finalmente ha deciso di parlare.
All’arrivo delle pattuglie della compagnia dei carabinieri di Chieri, insieme ai militari della stazione locale e del Radiomobile, il 33enne non era più in casa. Si era allontanato per andare al lavoro, come se quella mattina fosse una mattina qualunque, come se nulla di grave fosse accaduto.
I militari lo hanno rintracciato nel giro di pochissimo tempo. Ma la parte forse più significativa dell’intera vicenda è emersa durante la fase investigativa successiva: la madre, finalmente al sicuro e circondata dalle forze dell’ordine, ha raccontato molto più di quanto si aspettassero. Ha parlato di minacce, di soprusi, di comportamenti vessatori subiti nel corso del tempo e mai denunciati prima. Un quadro pesante, fatto di paura e di quella particolare forma di prigionia silenziosa che spesso caratterizza le situazioni di violenza domestica in ambito familiare.
Sulla base del racconto della vittima e della ricostruzione accurata dei fatti, i carabinieri hanno arrestato il 33enne in flagranza differita con le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. L’uomo si trova ora recluso presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.




