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Torino, nuova terapia intensiva al San Giovanni Bosco

Torino si arricchisce di un nuovo presidio sanitario d’eccellenza: al San Giovanni Bosco è stata inaugurata una moderna Unità di Terapia Intensiva Coronarica, un intervento atteso e significativo per il quartiere e per l’intera città. La struttura rappresenta non solo un avanzamento tecnologico, ma anche un segnale concreto di attenzione verso le aree più vulnerabili del tessuto urbano torinese.

L’inaugurazione della nuova Unità di Terapia Intensiva Coronarica presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Torino segna un momento importante per la sanità piemontese. La cerimonia di taglio del nastro ha visto la presenza di figure istituzionali di primo piano, tra cui il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone e gli assessori Federico Riboldi e Andrea Tronzano, a testimoniare l’importanza dell’intervento realizzato.

Il direttore generale dell’Asl di Torino, Carlo Picco, ha sottolineato con orgoglio la trasformazione avvenuta nella struttura: “Questo ospedale è stato completamente rinnovato tecnologicamente ed è diventato attrattivo per i migliori professionisti della regione.” Un riconoscimento che va ben oltre il semplice aggiornamento delle attrezzature, ma che riflette una visione più ampia di rilancio dell’intera struttura ospedaliera.

Picco ha inoltre evidenziato come il San Giovanni Bosco non serva soltanto l’area cittadina più fragile di Torino, ma si proietti anche verso l’Asl To 4, ampliando il proprio bacino d’utenza e rafforzando la rete sanitaria regionale. Un ospedale che, grazie agli investimenti mirati, si sta trasformando in un punto di riferimento sempre più solido per i cittadini del territorio.

La nuova unità si sviluppa al settimo piano dell’ospedale, in quello che un tempo era lo spazio di un’ex cappella, ora completamente riconvertito per rispondere alle esigenze della medicina moderna. Sono stati realizzati dodici box dotati di un avanzato impianto di ventilazione con pressione positiva e negativa singola, una tecnologia che garantisce standard elevati di sicurezza e comfort per i pazienti più critici. I fondi per la realizzazione dell’opera sono stati resi disponibili grazie al Piano Arcuri e a risorse messe a disposizione dalla Regione Piemonte.

I numeri parlano chiaro sull’importanza di questa struttura nel panorama cardiologico cittadino. Nel corso del 2024, su un totale di 741 angioplastiche eseguite, ben 421 — pari al 51% — sono state effettuate all’interno dell’Asl, tra il San Giovanni Bosco e l’ospedale Maria Vittoria. Dati che confermano quanto queste strutture siano già oggi fondamentali per la gestione delle emergenze cardiologiche sul territorio.

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha voluto rimarcare il valore simbolico e pratico dell’intervento, sottolineando come esso si inserisca in una zona della città caratterizzata da significativa fragilità sociale: “Stiamo dimostrando che c’è la presenza delle istituzioni, che la sanità non abdica al proprio compito. Anzi, più le zone sono caratterizzate da fragilità sociale, più noi andiamo a intervenire e investire.” Parole che risuonano come un impegno preciso verso i cittadini più vulnerabili.