L’Università di Torino si prepara ad accogliere un numero crescente di studenti per l’anno accademico 2026-2027. I primi dati raccolti dall’ateneo, seppur ancora parziali e da consolidare nelle prossime settimane, raccontano una tendenza chiara: sempre più giovani scelgono Torino come città in cui costruire il proprio futuro accademico e professionale. Un segnale che va oltre i semplici numeri e che apre riflessioni più ampie sul ruolo della città come polo universitario in espansione.
La prima estrazione dei dati relativi alle iscrizioni per il prossimo anno accademico mostra un trend in netta crescita rispetto al 2025-2026. Gli studenti attivi e preiscritti ai corsi di laurea triennale e ai corsi magistrali a ciclo unico sono aumentati in maniera significativa, confermando l’attrattività dell’offerta formativa dell’ateneo torinese. Si tratta di un primo bilancio che, come sottolineato dagli stessi vertici universitari, necessita ancora di verifiche e consolidamenti, ma che già delinea una direzione precisa. A commentare questi risultati è la rettrice Cristina Prandi, che invita alla cautela ma non nasconde la soddisfazione per i numeri emersi. “Questi dati vanno interpretati con attenzione, perché si tratta di una prima rilevazione che dovrà essere verificata e consolidata nelle prossime settimane”, ha dichiarato. Nonostante questa premessa, la rettrice ha voluto sottolineare come il segnale sia comunque positivo e vada nella direzione di una conferma della capacità dell’ateneo di intercettare le aspirazioni dei giovani.
Secondo Prandi, la missione dell’Università di Torino resta quella di offrire una didattica di qualità, capace di formare competenze solide e di creare reali opportunità di crescita professionale per gli studenti. “Questi risultati ci dicono anche che Torino sta rafforzando la propria identità di città universitaria”, ha aggiunto, evidenziando come questo cambiamento richieda un impegno collettivo da parte di tutte le istituzioni del territorio, chiamate a lavorare insieme su temi cruciali come il diritto allo studio, l’abitare, i servizi e la mobilità per i giovani.
Entrando nel dettaglio dei numeri, la crescita più consistente in termini assoluti riguarda le lauree triennali, che passano da 3.701 a 3.947 studenti iscritti, con un incremento di 246 unità pari al 6,6%. Un dato che conferma come i corsi di primo livello continuino a rappresentare la scelta prevalente per i neodiplomati che si affacciano al mondo universitario, mantenendo al contempo un trend di crescita costante rispetto agli anni precedenti. Ancora più marcato, in termini percentuali, è l’aumento registrato dai corsi magistrali a ciclo unico, che passano da 539 a 678 studenti, con 139 iscritti in più e una crescita del 25,8%. Questo dato risulta particolarmente significativo perché riguarda percorsi di studio spesso associati a facoltà specifiche, come Medicina o Giurisprudenza, che richiedono un impegno di lungo periodo e una scelta più ponderata da parte degli studenti. Complessivamente, sommando le due tipologie di corsi, si contano 385 studenti in più rispetto alla stessa data dello scorso anno accademico.
A commentare questi dati anche il vicerettore per la Didattica, Matteo Milani, che ha voluto sottolineare un aspetto qualitativo oltre che quantitativo. “I primi dati sono naturalmente molto parziali, ma, combinati con i numeri delle iscrizioni al semestre aperto di Medicina e Veterinaria e al test d’ingresso di Infermieristica, delineano un elemento qualitativo molto importante: la crescente consapevolezza delle nostre matricole nella scelta del percorso universitario”. Milani ha evidenziato come questa consapevolezza sia evidente nell’articolata distribuzione tra i diversi canali didattici proposti e nella tenuta, se non nella crescita, anche dei corsi di studio dell’area Stem, tradizionalmente considerati più impegnativi ma sempre più richiesti dal mercato del lavoro.







