La vicenda dell’ex Italdry rappresenta ormai da anni un capitolo delicato per la comunità di Carmagnola. Tutto ebbe inizio nel 2014, quando le prime analisi condotte sulle acque di falda evidenziarono la presenza di solventi clorurati, sostanze chimiche utilizzate nei processi di lavaggio industriale che, se disperse nell’ambiente, possono rappresentare un rischio per la salute umana e per gli ecosistemi circostanti. Da quel momento il Comune ha avviato un procedimento di bonifica che coinvolge diversi enti e prevede controlli periodici sull’evoluzione della situazione.
Nel corso degli anni, le attività di monitoraggio hanno visto la partecipazione attiva di più soggetti istituzionali: oltre al Comune di Carmagnola, sono intervenuti anche Arpa Piemonte e Asl TO5, che hanno condotto diverse campagne di campionamento su pozzi ad uso sia zootecnico che domestico presenti nell’area interessata. Questa collaborazione tra enti ha permesso di costruire nel tempo un quadro conoscitivo sempre più dettagliato sulla diffusione della contaminazione, fornendo dati utili per orientare le decisioni amministrative e tecniche da adottare.
Il nuovo servizio di monitoraggio si inserisce dunque in continuità con questo percorso, rappresentando un ulteriore passo verso una gestione consapevole e aggiornata della problematica. L’Amministrazione comunale ha ribadito l’importanza di mantenere alta l’attenzione su una vicenda che, seppur circoscritta a un’area specifica del territorio, tocca da vicino la vita quotidiana di molte famiglie e attività agricole della frazione Bossola.
Il nuovo ciclo di controlli riguarderà nello specifico 17 pozzi idrici situati a valle idrogeologica del sito dell’ex Italdry. Si tratta di un numero significativo di punti di prelievo, scelti strategicamente per ottenere una mappatura il più possibile completa della diffusione della contaminazione nella falda acquifera. Il monitoraggio permetterà di verificare se la situazione sia rimasta stabile, sia migliorata grazie alle attività di bonifica già svolte, oppure se siano necessari ulteriori interventi correttivi.
Per condurre queste analisi, l’Amministrazione ha affidato l’incarico allo Studio Associato Planeta di Chivasso, realtà tecnica specializzata che si occuperà materialmente dei prelievi e delle verifiche di laboratorio necessarie. L’importo complessivo stanziato per il servizio ammonta a 4.440,80 euro, una cifra che testimonia l’impegno costante, seppur contenuto nei costi, che il Comune dedica a questa problematica ambientale ormai da diversi anni.
I dati raccolti attraverso questo nuovo monitoraggio non avranno solo una valenza scientifica e ambientale, ma serviranno anche come base concreta per le decisioni amministrative future. In particolare, le analisi forniranno elementi aggiornati e affidabili utili alle valutazioni legate alle ordinanze comunali che regolano l’utilizzo delle acque dei pozzi nella zona interessata, garantendo così che eventuali restrizioni o autorizzazioni siano sempre basate su evidenze tecniche recenti e verificate.




