Il Comune di Carmagnola ha ufficialmente avviato l’iter per il recupero dell’ingresso storico del cimitero centrale, un edificio risalente al 1873 e attribuito all’architetto Alberto Tappi. La struttura, che si trova tra via Braida e via Carignano, rappresenta molto più di un semplice accesso: è un vero e proprio complesso monumentale composto da due corpi di fabbrica uniti da un androne coperto, che ospitano da un lato gli uffici della cooperativa incaricata della gestione dei servizi cimiteriali e dall’altro la cappella religiosa utilizzata per le funzioni funebri.
Negli ultimi anni le condizioni dell’edificio sono progressivamente peggiorate. Il degrado della copertura ha causato infiltrazioni d’acqua sempre più frequenti, un problema aggravato dalla presenza costante di volatili che hanno contribuito al deterioramento delle superfici. Le conseguenze sono visibili a occhio nudo: fessurazioni sulle pareti e distacchi di intonaco che testimoniano l’urgenza di un intervento non più rimandabile, sia per motivi di sicurezza che di decoro.
A rendere la situazione ancora più delicata è intervenuta nel 2024 la Soprintendenza, che ha dichiarato il complesso di interesse storico e artistico. Questo riconoscimento, se da un lato conferma il valore culturale della struttura, dall’altro impone vincoli precisi: qualsiasi intervento dovrà essere autorizzato nel rispetto del Codice dei beni culturali, aggiungendo un ulteriore livello di complessità a un’operazione già di per sé non semplice dal punto di vista tecnico ed economico.
Per dare corpo a questo primo passo, l’amministrazione carmagnolese ha affidato l’incarico all’architetto Claudio Perino, dello studio Torpego Architetti di Torino, per un importo di circa 14 mila euro. Il professionista dovrà analizzare nel dettaglio le condizioni strutturali dell’edificio, verificare quali interventi siano effettivamente realizzabili e individuare le soluzioni tecniche più appropriate per garantire la conservazione del complesso monumentale nel rispetto delle sue caratteristiche storiche originarie.
Lo studio di fattibilità rappresenta un passaggio fondamentale non solo dal punto di vista tecnico ma anche strategico. Come già anticipato dalla sindaca Ivana Gaveglio in diverse occasioni, le risorse comunali non sarebbero sufficienti a coprire i costi di un intervento stimato in diverse centinaia di migliaia di euro. Per questo motivo il Comune punta a utilizzare questo primo documento progettuale come base per partecipare a bandi regionali, nazionali o europei, oppure per intercettare finanziamenti esterni dedicati alla tutela del patrimonio storico-artistico.
Il tema del recupero dell’ingresso e della cappella cimiteriale era stato più volte oggetto di dibattito politico in città. Già nel 2024 e nel 2025 i gruppi di centrosinistra avevano presentato interpellanze in consiglio comunale, denunciando lo stato di degrado in cui versava la struttura e chiedendo interventi urgenti per ripristinare condizioni minime di sicurezza e decoro. Anche il partito Azione si era mobilitato, promuovendo una raccolta firme tra i cittadini per sollecitare un intervento risolutivo sulla cappella, ormai inagibile da tempo e simbolo tangibile dell’abbandono in cui versava il complesso monumentale.







