Ogni anno, in Italia, migliaia di persone attendono un trapianto che potrebbe salvargli la vita. Eppure, nonostante i progressi della medicina e una rete ospedaliera sempre più efficiente, uno degli ostacoli principali rimane ancora la mancanza di donatori. Il motivo? Spesso non è indifferenza, ma semplicemente il non aver mai preso una decisione. In occasione della Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, celebrata domenica 19 aprile 2026, è il momento giusto per riflettere su un gesto semplice ma straordinario: scegliere.
I dati raccolti dall’ASL TO5 e disponibili sul sito del Centro Regionale Trapianti restituiscono un quadro che merita attenzione. Nella zona di competenza dell’azienda sanitaria, solo il 31% dei cittadini ha espresso il proprio consenso alla donazione degli organi, mentre il 17% ha formalmente dichiarato la propria opposizione. Il dato che colpisce di più, però, è quello che riguarda chi non si è ancora pronunciato: ben il 52% della popolazione non ha espresso alcuna volontà. Più di uno su due, insomma, ha lasciato quella casella in bianco.
Questo fenomeno non è esclusivo del territorio dell’ASL TO5. Si tratta di una tendenza diffusa a livello nazionale, che racconta qualcosa di preciso su come gli italiani si rapportano a certi temi. Non sempre si tratta di rifiuto o di disinteresse: molto spesso, dietro quell’astensione c’è semplicemente il non aver mai trovato il momento giusto per pensarci, per informarsi, per parlarne in famiglia. È una decisione che molti rimandano, un po’ come si fa con le cose importanti che fanno paura affrontare.
Il problema è che, quando manca una dichiarazione esplicita, la scelta ricade sui familiari, che si trovano a dover decidere in un momento già di per sé drammatico. Questo può generare incertezza, conflitti interiori e, spesso, un rifiuto dettato dall’emotività del momento piuttosto che da una reale convinzione. Ecco perché esprimere la propria volontà in anticipo non è solo un atto burocratico: è un gesto di rispetto verso sé stessi e verso chi amiamo, che li solleva da un peso enorme in un momento già difficilissimo.
La Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, promossa dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, è ogni anno un’occasione preziosa per riportare questo tema al centro del dibattito pubblico. Nel 2026, la campagna nazionale che accompagna la ricorrenza si chiama “Dai voce al tuo Sì. Scegli di donare”, un titolo che già nel suo tono dice molto: non si tratta di imporre una scelta, ma di incoraggiare le persone a farne una, in modo informato e consapevole. Il momento ideale per farlo? Il rinnovo della carta d’identità, occasione in cui ogni cittadino può registrare la propria volontà direttamente allo sportello comunale.
Per rendere questa giornata ancora più visibile e sentita sul territorio, l’ASL TO5 ha coinvolto i Comuni di Chieri e Moncalieri in un gesto simbolico ma significativo: nel fine settimana del 18 e 19 aprile, alcuni monumenti cittadini saranno illuminati di rosso, il colore scelto per richiamare l’attenzione sulla campagna. È un modo per portare il messaggio fuori dagli ospedali e dagli ambulatori, per farlo entrare nelle piazze, nelle strade, nella vita quotidiana delle persone. Perché la cultura della donazione si costruisce anche così, con segnali concreti che invitano alla riflessione.
Donare gli organi è un atto che non ha nulla di scontato, e nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a farlo. Ma scegliere, quello sì, è qualcosa che tutti possiamo fare. Informarsi, parlarne con la propria famiglia, registrare la propria volontà: sono passi semplici, che non richiedono grandi sacrifici, ma che possono fare una differenza enorme nella vita di qualcun altro. Dietro ogni trapianto c’è una storia di speranza, e spesso quella speranza nasce da una decisione presa in tempo, con chiarezza e con il cuore.



