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Affitti brevi a Torino: 1185 multe in sei mesi

Da dicembre 2025 a giugno 2026, il Comune di Torino ha condotto una campagna sistematica di verifiche sugli affitti brevi, con il supporto del NOA, il Nucleo Operativo Antievasione della polizia municipale. Il risultato? Ben 1.185 verbali di contestazione emessi nell’arco di soli sei mesi, una media di circa sei sanzioni al giorno. Numeri che hanno acceso il dibattito in Sala Rossa, dove l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli li ha presentati come segno di un’attività di controllo finalmente efficace e strutturata.

Le irregolarità rilevate si concentrano su due fronti principali. La maggior parte delle contestazioni — ben 1.037, pari all’87,51% del totale — riguarda l’omessa trasmissione trimestrale dei dati attraverso il portale dedicato. I restanti 148 verbali sono stati invece emessi per l’omessa registrazione sul portale IdS, lo strumento digitale del Comune destinato al versamento dell’imposta di soggiorno. Un quadro che racconta di adempimenti burocratici poco conosciuti o, in molti casi, semplicemente ignorati da chi gestisce affitti brevi a Torino.

Sul piano economico, le cifre sono tutt’altro che trascurabili. Le sanzioni principali ammontano a quasi 181mila euro, a cui si aggiungono ulteriori 54.199,95 euro derivanti da violazioni collegate ad altri aspetti della normativa sulle tasse di soggiorno, tra cui irregolarità legate alla SCIA, al CIR e al CIN. Il totale supera i 234mila euro, una somma che il Comune ha incassato da proprietari e gestori che hanno affittato immobili — interi appartamenti o anche soltanto singole stanze — senza rispettare gli obblighi di registrazione previsti dal regolamento comunale n. 349.

A sollevare una riflessione critica sui dati è stato Pierlucio Firrao, consigliere comunale di Torino Bellissima. “Se così tante persone hanno omesso la comunicazione sul portale ‘SoggiorniAmo’ significa che qualcosa nella comunicazione verso i cittadini non ha funzionato”, ha dichiarato in Sala Rossa, sottolineando come la mole di irregolarità rilevata non possa essere liquidata semplicemente come malafede diffusa. Una lettura che invita a guardare oltre i numeri e a interrogarsi sulle responsabilità istituzionali nella divulgazione degli obblighi normativi.

Un altro elemento che ha colpito Firrao è la modalità con cui le sanzioni sono state recapitate ai destinatari. In un numero significativo di casi, i trimestri irregolari erano più di uno, ma i verbali sono arrivati tutti insieme, accumulandosi in un unico momento. Il risultato è che oltre 240 gestori hanno ricevuto più di un verbale contemporaneamente, mentre soltanto 16 sono stati raggiunti da una singola contestazione. “Ancora più grave è che le sanzioni siano arrivate tutte insieme”, ha commentato il consigliere, evidenziando come questa dinamica abbia concentrato il peso economico su un numero relativamente contenuto di soggetti.

Il profilo di chi si trova maggiormente in difficoltà è quello del piccolo proprietario non professionale, spesso qualcuno che ha iniziato ad affittare casa o una stanza attraverso piattaforme online come Airbnb, senza avere piena consapevolezza degli adempimenti richiesti. Dal Comune viene precisato che tutti i soggetti, prima di essere segnalati al NOA, erano stati contattati via mail dall’ufficio Imposta di Soggiorno e informati degli obblighi da rispettare. Eppure, da Torino Bellissima si sottolinea che questa modalità di gestione “rischia di produrre un aggravio economico particolarmente significativo” per chi ha intrapreso l’attività senza una formazione specifica e senza una struttura professionale alle spalle.