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Fondi europei in Piemonte per opere pubbliche nei comuni

Il Piemonte sta vivendo una stagione straordinaria di investimenti pubblici grazie ai fondi europei. Centinaia di interventi, distribuiti su tutto il territorio regionale, stanno trasformando concretamente la vita dei cittadini nei piccoli e grandi comuni. Più di 100 milioni di euro in arrivo dall’Europa, destinati a opere pubbliche scelte direttamente dai sindaci: un risultato storico che segna una svolta nel rapporto tra le istituzioni locali e i finanziamenti comunitari.

Il governatore del Piemonte Alberto Cirio non nasconde la sua soddisfazione. Intervenendo a Tortona, in provincia di Alessandria, in occasione della sottoscrizione degli Accordi Territoriali di Collaborazione, ha ricordato come questo momento rappresenti il coronamento di un impegno preso nel 2019, all’inizio del suo mandato. “Quando sono diventato presidente della Regione, mi ero impegnato a mettere a frutto quello che avevo imparato a Bruxelles”, ha dichiarato Cirio, sottolineando il valore concreto dell’appartenenza europea.

Al suo fianco, in questa giornata importante, erano presenti gli assessori regionali Enrico Bussalino e Gian Luca Vignale, a testimoniare la coesione istituzionale attorno a un progetto che riguarda l’intero territorio piemontese. Gli Accordi firmati coinvolgono due aree geografiche ben precise: 28 Comuni dell’Appennino Alessandrino, che riceveranno oltre 3,1 milioni di euro, e 41 Comuni dell’Alto Monferrato, destinatari di 5,7 milioni. Numeri importanti, soprattutto per realtà che spesso faticano a reperire risorse autonomamente.

Per molti di questi piccoli comuni, si tratta di risorse che non hanno precedenti. Come ha sottolineato lo stesso Cirio, questo territorio, come il resto del Piemonte, non ha mai visto investimenti di questa portata. È un cambiamento di passo significativo, reso possibile da una strategia politica che ha puntato con determinazione sull’Europa come leva di sviluppo locale, trasformando le promesse elettorali in fatti concreti.

Il dato complessivo è di quelli che fanno riflettere: oltre 100 milioni di euro provenienti dall’Unione Europea, destinati a finanziare centinaia di interventi su tutto il territorio piemontese. Non si tratta di grandi opere infrastrutturali lontane dalla vita quotidiana, ma di progetti scelti direttamente dai sindaci, vicini ai bisogni reali delle comunità. Piazze da riqualificare, scuole da mettere in sicurezza, bocciofile e spazi pubblici da restituire alla cittadinanza.

“Vedere la bandiera dell’Europa nelle città e nei paesi più piccoli del Piemonte significa fare strutture, mettere a posto piazze, bocciofile, scuole”, ha detto Cirio con evidente orgoglio. Le sue parole richiamano un concetto fondamentale: essere europei non è solo un’identità culturale o politica, ma qualcosa che si traduce in mattoni, cemento e servizi. Parliamo di comuni che, senza questo tipo di supporto, farebbero fatica non solo a crescere, ma addirittura a esistere come comunità vitali.

Il messaggio politico che emerge è chiaro e diretto: i soldi che gli italiani versano a Bruxelles devono tornare in Italia, e in particolare nelle regioni che sanno come intercettarli e utilizzarli bene. Il Piemonte, con questa operazione, dimostra che è possibile farlo. Le infrastrutture si pagano con le risorse europee, e le risorse europee si ottengono con competenza, visione e capacità di costruire accordi territoriali solidi. Un modello che potrebbe fare scuola anche altrove.