La Provincia di Torino si trova ancora una volta a fare i conti con i capricci del meteo primaverile. Mentre molti speravano in un’apertura definitiva verso temperature più miti e giornate serene, la regione si prepara ad affrontare una sequenza meteorologica tutt’altro che rassicurante: prima il foehn, poi il gelo. Un mix che preoccupa non solo i cittadini, ma soprattutto gli agricoltori, che in questo periodo dell’anno vedono le loro colture più vulnerabili esposte a rischi concreti e difficili da gestire.
Il Centro Meteo Piemonte CMP ha diramato un avviso ufficiale per martedì 31 marzo, segnalando il ritorno dei venti di foehn su gran parte del territorio regionale. Non si tratta di una novità per il Piemonte, terra abituata a questo fenomeno tipico delle aree alpine, ma la particolarità di questa situazione sta in ciò che arriverà subito dopo. Il foehn, in questo caso, non sarà soltanto un fastidio temporaneo, ma il preludio a una fase meteo ben più insidiosa, caratterizzata da un brusco abbassamento delle temperature.
Dopo una temporanea attenuazione tra la sera e la notte precedente, già dalla tarda mattinata di martedì si attende un nuovo e deciso rinforzo dei venti da nord. Le prime zone a essere interessate saranno il Verbano, il Biellese, il Novarese e il Vercellese, aree storicamente tra le più esposte a questo tipo di fenomeno. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, il vento si estenderà rapidamente a tutta la regione, coinvolgendo anche le pianure e le aree collinari che in genere risultano più riparate.
Il vento inizierà ad attenuarsi soltanto dalla tarda serata di martedì, ma sarà proprio questa la fase più delicata dell’intera sequenza meteorologica. Con la fine del foehn, infatti, è atteso un calo termico improvviso e significativo, aggravato dall’irruzione di aria fredda di origine artico-marittima. I valori massimi, dopo una breve parentesi relativamente mite, scenderanno tra martedì e mercoledì fino a 11-14°C in pianura, segnando un cambio di registro netto rispetto ai giorni precedenti.
Il vero pericolo, tuttavia, non arriverà durante il giorno, ma nelle ore notturne, quando le temperature toccheranno i valori più bassi. Tra mercoledì e giovedì le minime potranno scendere diffusamente sotto lo zero su gran parte del Piemonte, con punte che in alcune zone arriveranno fino a -3/-5°C. Un dato che, per quanto non eccezionale in senso assoluto, assume un significato ben diverso in questo periodo dell’anno, quando la vegetazione ha già ripreso il suo ciclo vegetativo e le piante sono in piena fioritura o nelle fasi più delicate della crescita.
Le aree più esposte alle gelate tardive saranno il basso Torinese, l’Astigiano, la bassa pianura del Cuneese e i fondovalle di Monferrato, Langhe e Roero. Si tratta di territori vocati alla viticoltura, alla frutticoltura e ad altre colture di pregio, dove un episodio di gelo improvviso può causare danni ingenti in poche ore. I viticoltori delle Langhe, già scottati da episodi simili negli anni passati, sanno bene quanto sia fragile l’equilibrio tra una primavera promettente e una notte di gelo fuori stagione.
Quello che si prospetta è uno scenario che conferma, ancora una volta, come la primavera stia facendo fatica a imporsi in modo stabile e definitivo. Il mix di vento forte e freddo improvviso rappresenta una combinazione particolarmente difficile da gestire per chi lavora la terra, e le previsioni invitano alla massima attenzione nelle prossime ore. Chi può, è bene che si prepari per tempo, adottando le misure di protezione necessarie per limitare i danni alle colture più sensibili.



