L’area industriale di Fontaneto, a Chieri, è al centro di un dibattito sempre più acceso tra imprenditori e amministrazione comunale. Nel corso dell’incontro del 27 marzo, organizzato dal GIC – Gruppo Imprese Chieresi – presso gli spazi di ATLA Gas Turbine Services, rappresentanti delle aziende locali e il sindaco Alessandro Sicchiero si sono seduti allo stesso tavolo per affrontare i nodi critici che frenano lo sviluppo e la qualità lavorativa dell’area. Sicurezza, pulizia e trasporto pubblico locale: queste le tre grandi priorità emerse con forza dal confronto, in un dialogo che ha messo in luce tanto la voglia di collaborare quanto le frustrazioni accumulate nel tempo.
Le imprese di Fontaneto chiedono più sicurezza
Il presidente del GIC, Dario Kafaie, ha aperto i lavori dell’incontro mettendo subito a fuoco i temi più urgenti per le imprese dell’area. Tra questi, la sicurezza è emersa come una delle preoccupazioni più sentite. Diverse aziende hanno segnalato episodi di furti e una percezione diffusa di insicurezza, in particolare nelle ore serali, quando le strade dell’area industriale si svuotano e il controllo del territorio si fa inevitabilmente più difficile. Non si tratta di episodi isolati, ma di una situazione che si ripete con una certa frequenza e che genera preoccupazione sia tra i titolari che tra i dipendenti.
Le richieste avanzate dagli imprenditori sono chiare e concrete: installazione di un sistema di videosorveglianza pubblica e un significativo miglioramento dell’illuminazione stradale, due elementi che vengono considerati fondamentali per scoraggiare comportamenti illeciti e restituire un senso di maggiore protezione all’intera area. Si tratta di investimenti che, secondo le aziende, non possono più essere rimandati, considerato che l’insicurezza incide negativamente anche sull’immagine del territorio e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti.
Il sindaco Sicchiero ha ascoltato le istanze e ha proposto come soluzione “tampone” l’attivazione di un Protocollo con la Prefettura, che consentirebbe di integrare anche le telecamere private delle aziende nel sistema di monitoraggio delle aree critiche. Una misura che potrebbe rappresentare un primo passo concreto, anche se le imprese restano vigili e chiedono che, come sottolineato dallo stesso Kafaie in chiusura di incontro, alle parole seguano atti concreti e misurabili nel breve periodo. L’estensione della videosorveglianza pubblica a Fontaneto rimane, per il GIC, una priorità assoluta e non negoziabile.
Pulizia e bus: le sfide dell’area industriale
Accanto alla sicurezza, il tema del decoro urbano ha occupato una parte rilevante del confronto. Gli imprenditori hanno descritto una zona industriale che fatica a mantenere un’immagine dignitosa: erba incolta, alberi non manutenuti, rifiuti abbandonati e strade poco pulite sono le criticità più citate. Una situazione che non riguarda soltanto l’estetica del luogo, ma che incide concretamente sulla qualità del lavoro quotidiano e sull’attrattività dell’area per potenziali nuovi insediamenti produttivi. Un sondaggio condotto nei mesi precedenti dal GIC tra le imprese del territorio aveva già fotografato una forte insoddisfazione proprio su questi aspetti, confermando quanto emerso nel dibattito dal vivo.
Il sindaco ha riconosciuto le difficoltà, precisando che nel bilancio comunale sono stati raddoppiati i fondi destinati al verde pubblico, e ha dichiarato: «Stiamo andando nella direzione di un miglioramento». Un segnale apprezzabile, ma che le aziende giudicano ancora insufficiente rispetto alla portata dei problemi. Parallelamente, il confronto ha toccato il tema del nuovo Piano Regolatore Generale, attualmente in fase di elaborazione. Le imprese hanno espresso la necessità di rendere l’area più attrattiva anche attraverso un ampliamento delle destinazioni d’uso, mentre l’architetto Carlo Fenoglio, dirigente comunale, ha sottolineato la necessità di passare da un’urbanistica prescrittiva a una di tipo negoziale, basata sul confronto tra le parti.
Il capitolo più spinoso è però quello del trasporto pubblico locale, definito dal presidente Kafaie «il gap di competitività più evidente rispetto ad altri territori». L’area industriale di Fontaneto soffre da anni di una cronica assenza di collegamenti con il resto della città, costringendo i dipendenti a fare affidamento esclusivamente sui mezzi propri, con ricadute negative anche sulla capacità delle aziende di attrarre e trattenere personale qualificato. Il sindaco ha ricordato come in passato una linea sia stata soppressa per mancanza di utenza e ha stimato in 70-80 mila euro il costo annuo di un servizio ad hoc, aprendo tuttavia alla possibilità di soluzioni su misura, come una navetta con compartecipazione delle imprese. Le aziende, dal canto loro, hanno ribadito la necessità di interventi graduali ma concreti, a partire dal semplice prolungamento delle linee urbane esistenti fino a Fontaneto, almeno negli orari di punta. E Kafaie non ha mancato di lanciare una stoccata precisa: «Il sindaco dice che occorre ragionare sui fabbisogni di servizio pubblico, ma dimentica forse di aver rifiutato la compartecipazione del Comune allo studio per la revisione del TPL che il GIC aveva proposto insieme a una start-up legata alla professoressa Pronello del Politecnico di Torino, una delle voci più autorevoli nel settore a livello nazionale ed europeo».
L’incontro tra il GIC e l’amministrazione comunale di Chieri ha avuto il merito di portare finalmente allo scoperto criticità che le imprese di Fontaneto vivono ogni giorno sulla propria pelle. Sicurezza, pulizia e trasporto pubblico non sono richieste di lusso, ma condizioni minime per garantire un contesto lavorativo dignitoso e competitivo. Il dialogo avviato è un punto di partenza importante, e la disponibilità mostrata dal sindaco Sicchiero è un segnale positivo. Tuttavia, come hanno rimarcato con chiarezza gli imprenditori, è il momento di passare dalle parole ai fatti: le aziende di Fontaneto non chiedono miracoli, ma risposte concrete, anche graduali, che dimostrino che le loro istanze vengono davvero prese sul serio. Il confronto resta aperto, e il GIC ha già fatto capire che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione con la stessa determinazione mostrata in questo primo, importante incontro.



