Torino si prepara ad accogliere un evento straordinario che unisce arte, educazione e comunità in un unico grande abbraccio collettivo. La città sabauda ospiterà la prima edizione del Mus-e Festival, una manifestazione pensata per portare nelle strade e negli spazi pubblici tutto ciò che ogni giorno accade silenziosamente nelle aule scolastiche dei quartieri più fragili. Un festival che parla di bambini, di creatività e di speranza.
La prima edizione del Mus-e Festival è in programma venerdì 22 e sabato 23 maggio 2026, e si preannuncia come un appuntamento capace di lasciare il segno nella vita culturale e sociale di Torino. Promosso dalla Fondazione Mus-e Italia, il Festival nasce con un’ambizione precisa: portare nello spazio pubblico l’esperienza artistica ed educativa che ogni anno coinvolge migliaia di bambini e bambine nelle scuole primarie italiane. Non si tratta di una semplice mostra o di uno spettacolo fine a sé stesso, ma di un vero e proprio momento di restituzione alla città di qualcosa che la città stessa ha contribuito a costruire.
Il programma dei due giorni è ricco e variegato, pensato per coinvolgere pubblici diversi con linguaggi differenti. Si parte venerdì 22 maggio con una parata circense tra le vie del mercato di Piazza Foroni, nel quartiere Barriera di Milano, uno dei contesti urbani più complessi e vitali di Torino. Circa 200 bambini e bambine provenienti da 9 classi delle scuole Gabelli e Pestalozzi trasformeranno le strade del quartiere in un palcoscenico a cielo aperto, colorato, festoso e pieno di energia. È la restituzione concreta di mesi di lavoro svolto in classe, resa visibile e condivisibile da tutta la comunità.
Il sabato 23 maggio, invece, il cuore del Festival si sposterà presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, dove si alterneranno laboratori artistici dedicati a bambini e ragazzi, attività esperienziali e momenti di formazione rivolti agli insegnanti. La giornata si concluderà con lo spettacolo teatrale aperto al pubblico Odissea contemporanea, un titolo che già da solo racconta molto: un viaggio, una ricerca, un ritorno. Un modo per dire che l’arte non è mai un lusso, ma una necessità.
La Fondazione Mus-e Italia lavora ogni giorno nelle scuole primarie con un obiettivo chiaro e urgente: contrastare la povertà educativa attraverso l’arte in tutte le sue forme. Il progetto si ispira alla visione del grande violinista Yehudi Menuhin, che credeva profondamente nell’arte come linguaggio universale, capace di sviluppare empatia, pensiero critico e capacità relazionali nei bambini, indipendentemente dal contesto in cui vivono. Un’idea semplice nella sua essenza, ma rivoluzionaria nelle sue conseguenze: dare a ogni bambino gli strumenti per esprimersi liberamente significa dargli gli strumenti per esistere nel mondo.
Torino è stata scelta come sede della prima edizione del Festival non a caso. Durante l’anno scolastico 2025/26, nel capoluogo piemontese sono stati attivati ben 200 laboratori artistici, tra cui 8 cori scolastici, distribuiti in 14 Istituti Comprensivi e 33 scuole primarie, per un totale di circa 4.000 bambini coinvolti. A questi si aggiungono 4 sezioni di scuola dell’infanzia e un percorso speciale dedicato ai piccoli pazienti dell’Ospedale Regina Margherita, a testimonianza di quanto l’arte possa raggiungere anche i luoghi più inaspettati, portando bellezza e presenza laddove ce n’è più bisogno. Torino, insomma, è tra le città più attive a livello nazionale su questo fronte.
Il Festival Mus-e può contare sul sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, oltre che sul patrocinio del Comune di Torino e della Circoscrizione 6. Un segnale importante, che dimostra come istituzioni e fondazioni bancarie possano convergere attorno a un progetto culturale con una forte valenza sociale. L’obiettivo dichiarato è quello di far diventare il Festival un appuntamento annuale, capace di mettere in dialogo scuola, cultura e comunità in modo sempre più profondo e radicato. Perché l’arte nelle scuole non è un ornamento, è un diritto.




