Home Carmagnola Travolto da più auto in autostrada, muore trentenne di Carmagnola

Travolto da più auto in autostrada, muore trentenne di Carmagnola

Una tragedia si è consumata nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 giugno sull’autostrada A21 Torino-Piacenza. Un giovane uomo di trent’anni, di origine nordafricana e residente a Carmagnola, ha perso la vita dopo essere stato travolto da più veicoli in transito nel tratto compreso tra Felizzano e il casello di Asti Est. Una morte violenta e assurda, resa ancora più drammatica dalle circostanze che l’hanno preceduta e dalla condotta di chi era con lui quella sera.

La dinamica dell’incidente è stata ricostruita con fatica dagli agenti della polizia stradale di Alessandria, che hanno dovuto lavorare per giorni prima di riuscire a dare un nome alla vittima. L’identificazione è avvenuta soltanto grazie alle impronte digitali, poiché il corpo dell’uomo era stato gravemente mutilato dal passaggio dei mezzi che lo avevano investito. Le sue generalità, al momento, non sono ancora state rese pubbliche ufficialmente.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il trentenne si trovava a bordo di un’automobile insieme a tre amici — due donne e un uomo — diretti verso Torino. Per ragioni ancora in fase di accertamento, il gruppo ha deciso di accostare in una piazzola di sosta lungo l’autostrada. È proprio in quel momento che ha avuto inizio la sequenza di eventi che avrebbe portato alla morte del giovane.

Rimasto solo nella notte, l’uomo avrebbe cominciato a camminare sulla carreggiata, forse disorientato o ignaro del pericolo imminente. Invece di raggiungere una colonnina SOS oltrepassando il guardrail, si è trovato esposto al traffico in corsa. I veicoli che lo hanno investito, probabilmente, non si sono nemmeno resi conto di aver travolto una persona: l’ipotesi degli investigatori è che i conducenti abbiano creduto di aver urtato un animale o un oggetto sulla sede stradale, senza fermarsi.

Uno degli aspetti più sconcertanti di questa vicenda riguarda il comportamento dei tre compagni di viaggio del giovane. Sentiti dagli inquirenti nelle ore successive alla scoperta del corpo, i tre hanno dichiarato di essersi fermati nella piazzola perché il ragazzo aveva necessità di andare in bagno. Fin qui, una spiegazione plausibile. Quello che è accaduto dopo, però, ha lasciato sgomenti gli investigatori e chi ha seguito la vicenda.

I tre amici hanno riferito di aver perso di vista il trentenne dopo che era sceso dall’auto e di aver tentato di contattarlo telefonicamente senza successo. Di fronte all’irreperibilità dell’uomo, tuttavia, hanno preso una decisione che appare quanto meno difficile da comprendere: hanno scelto di ripartire senza allertare né la polizia né i soccorsi.

La procura sta ora valutando se e quali responsabilità penali possano essere attribuite ai tre per non aver dato l’allarme in tempo utile.