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Voucher Vesta, rinnovato anche per il 2026

La Regione Piemonte è pronta a rilanciare il voucher Vesta anche per il 2026, confermando e potenziando una misura che ha già dimostrato di saper rispondere concretamente ai bisogni delle famiglie piemontesi. Il nuovo appuntamento è segnato in rosso sul calendario: lunedì 21 aprile alle ore 12, quando si aprirà il click day che resterà attivo per 12 ore consecutive. Con risorse raddoppiate rispetto all’anno precedente e una platea di beneficiari ampliata, il voucher Vesta si conferma uno degli strumenti di welfare più attesi e apprezzati dell’intera regione.

Il dado è tratto: la Regione Piemonte ha ufficialmente annunciato le date e le modalità del voucher Vesta 2026, e le famiglie possono già iniziare a prepararsi. Il click day è fissato per il 21 aprile alle ore 12:00 e rimarrà aperto per ben 12 ore, dando così la possibilità a un numero maggiore di nuclei familiari di accedere alla misura senza essere penalizzati da eventuali imprevisti o difficoltà tecniche nelle prime ore di apertura. Un dettaglio non da poco, che dimostra come l’amministrazione regionale abbia tenuto conto delle esperienze passate per rendere il processo più equo e accessibile.

L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente della Regione Alberto Cirio e dal vicepresidente con delega alle Famiglie Maurizio Marrone, che hanno voluto sottolineare con orgoglio non solo la conferma della misura, ma soprattutto il suo potenziamento. Per il 2026 lo stanziamento complessivo raggiungerà i 20 milioni di euro, una cifra che rappresenta il raddoppio delle risorse rispetto all’edizione precedente. Un segnale forte, che testimonia la volontà politica di investire concretamente nel sostegno alle famiglie piemontesi, in particolar modo quelle con figli in età scolare o prescolare.

La misura si rivolge alle famiglie con un ISEE fino a 40.000 euro, una soglia pensata per includere non solo i nuclei a basso reddito, ma anche quel ceto medio che spesso rimane escluso dai benefici sociali pur facendo fatica ad arrivare a fine mese. Come hanno dichiarato Cirio e Marrone, “Vesta è un esempio di equità sociale ed efficienza al servizio delle famiglie, perché riserva maggiori risorse ai redditi bassi, ma garantisce anche al ceto medio più colpito dalla denatalità di beneficiarne.” Parole che sintetizzano bene la filosofia alla base del progetto: non un aiuto generico, ma uno strumento calibrato sulle reali esigenze di chi ne ha bisogno.

Il voucher Vesta 2026 funziona attraverso un meccanismo di rimborso a posteriori: le famiglie dovranno sostenere le spese di tasca propria, conservare tutte le fatture o le ricevute fiscali e successivamente caricarle sulla piattaforma digitale dedicata per ricevere il bonifico sul proprio conto corrente. Un sistema che, pur richiedendo un minimo di organizzazione da parte dei beneficiari, si è già dimostrato efficace nella precedente edizione. Chi ha ottenuto il voucher nel 2025 ha già ricevuto i rimborsi a soli sei mesi dal click day: un dato che parla chiaro in termini di efficienza amministrativa.

L’importo del voucher è modulato in modo progressivo in base all’ISEE, seguendo una logica redistributiva che premia chi ha meno. Le famiglie con un reddito inferiore a 10.000 euro potranno ricevere fino a 1.200 euro, quelle nella fascia tra 10.000 e 30.000 euro avranno diritto a 1.000 euro, mentre per i nuclei con ISEE compreso tra 30.000 e 40.000 euro il rimborso massimo sarà di 800 euro. A questi importi si aggiunge una tutela specifica per i minori con disabilità: per loro è previsto un contributo massimo di 1.200 euro indipendentemente dal reddito familiare, un segnale importante di attenzione verso le situazioni di maggiore vulnerabilità.

Per quanto riguarda le spese ammissibili, l’elenco per il 2026 si conferma ampio e variegato, con l’aggiunta di nuove categorie legate alle attività sportive e culturali. Rientrano nel rimborso i servizi per l’infanzia come nidi, micronidi e sezioni primavera, le scuole dell’infanzia e primaria con i relativi servizi accessori come mensa, pre e post scuola, i centri estivi e invernali, il baby-sitting e le attività educative in senso lato. L’ampliamento alle attività sportive e culturali risponde a una visione più completa dello sviluppo del bambino: come sottolineano Cirio e Marrone, l’obiettivo è “arricchire le opportunità di crescita dei bambini nel corpo e nella mente, senza lasciare indietro quelli che non potrebbero permetterselo.”