Home Dintorni Autopsie sui ricercatori morti alle Maldive, lutto cittadino a Poirino

Autopsie sui ricercatori morti alle Maldive, lutto cittadino a Poirino

Nella giornata di martedì 26 maggio sono stati avviati gli esami autoptici sui corpi di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, le tre donne che hanno perso la vita durante quella fatale immersione alle Maldive. Il giorno precedente, presso l’ospedale di Gallarate, in provincia di Varese, erano già state effettuate le autopsie sui corpi di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Un iter procedurale preciso e coordinato, che si inserisce nell’ambito di un’indagine più ampia volta a ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti.

Le operazioni medico-legali sono state coordinate dal dottor Luca Tajana, nominato dalla Procura come esperto dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia. La presenza di un professionista di tale calibro testimonia la serietà con cui le autorità italiane stanno affrontando questa vicenda, consapevoli del peso che una risposta definitiva avrebbe per le famiglie delle vittime e per l’intera comunità scientifica. Ogni dettaglio viene analizzato con la massima attenzione, nella speranza di poter offrire quanto prima una spiegazione plausibile e verificabile.

Agli esami autoptici sui corpi di Montefalcone e Sommacal parteciperà anche Enrica Valdi, consulente medico legale nominata dagli avvocati della famiglia, Giuseppe Pugliese e Alessandro Albert. La presenza di un consulente di parte rappresenta una garanzia ulteriore di trasparenza e correttezza procedurale, consentendo alle famiglie delle vittime di avere una voce diretta nel processo di accertamento della verità. Un segnale importante, che dimostra come i familiari non intendano lasciare nulla al caso nella ricerca della verità.

I primi risultati degli esami medico-legali non permettono ancora di trarre conclusioni definitive, ma aprono a una serie di ipotesi ancora in fase di accertamento. Tra queste, si fa sempre più strada la possibilità che i cinque ricercatori siano morti per asfissia e conseguente annegamento, una circostanza che potrebbe essere legata a problemi tecnici emersi durante l’immersione nelle grotte di Alimathaa. Si tratta, per ora, di mere ipotesi che dovranno essere confermate o smentite dagli esami di laboratorio ancora in corso.

Prima di arrivare a una relazione finale, sarà necessario attendere i tempi tecnici previsti dalla prassi: circa 90 giorni. Un periodo lungo, che per le famiglie equivale a un’attesa estenuante, sospese tra il dolore del lutto e la necessità di capire cosa sia realmente accaduto ai loro cari in quelle acque lontane. Solo al termine di questo percorso sarà possibile avere un quadro completo e attendibile delle cause del decesso, che potrà eventualmente portare anche a sviluppi sul piano giudiziario.

Nel frattempo, il dolore si fa sentire anche nelle istituzioni e nelle comunità locali.  Il Comune di Poirino ha già annunciato che verrà proclamato il lutto cittadino in concomitanza con il giorno delle esequie per onorare la sua memoria. Il sindaco Nicholas Padalino ha espresso pubblicamente la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia della giovane ricercatrice: “A nome della Comunità poirinese, mi stringo al cordoglio della famiglia e di tutti i cari di Muriel.” Anche l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha voluto rivolgere un pensiero commosso ai ricercatori tragicamente scomparsi, mentre l’Università di Genova ha chiarito il giallo legato ai presunti “profili cancellati” dal sito istituzionale, una questione che nelle scorse ore aveva sollevato non poche polemiche sui social.