Nel periodo compreso tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026, la Guardia di Finanza ha portato a termine oltre 41.500 interventi e 2.850 indagini nelle regioni di Piemonte e Valle d’Aosta. Un’attività intensa e articolata, che ha toccato diversi ambiti: dalla lotta all’evasione fiscale alla tutela della spesa pubblica, passando per il contrasto al riciclaggio di denaro e ai traffici illeciti. Un lavoro che non si ferma mai e che, anno dopo anno, conferma l’importanza strategica delle Fiamme Gialle nel presidio dell’economia legale.
Sul fronte del contrasto alla criminalità economica, i risultati sono stati particolarmente significativi. Sono stati effettuati 3.130 interventi antiriciclaggio, che hanno portato alla denuncia di 486 persone e a sequestri per oltre 26 milioni di euro. Parallelamente, le operazioni a tutela del mercato hanno consentito di sequestrare oltre 185 milioni di prodotti contraffatti o non sicuri, con 462 responsabili denunciati. Un segnale chiaro: la lotta alla contraffazione resta una priorità assoluta per il Corpo.
Non meno rilevante è stato il contributo del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, che nel 2025 ha effettuato ben 314 interventi, portando in salvo 338 persone e recuperando 70 salme. Nei soli primi cinque mesi del 2026, gli interventi sono già stati 121, con 238 persone soccorse e 26 salme recuperate. Un’attività che va ben oltre il semplice contrasto agli illeciti, e che testimonia il ruolo umano e sociale che le Fiamme Gialle svolgono quotidianamente sul territorio montano di queste due regioni.
Uno dei dati più eclatanti emersi dalla presentazione del bilancio riguarda la lotta all’evasione fiscale. Nel periodo analizzato, le Fiamme Gialle hanno individuato 604 evasori totali, ovvero contribuenti completamente sconosciuti al fisco, che operavano nell’ombra senza mai aver dichiarato nulla al fisco. Un fenomeno che priva lo Stato di risorse fondamentali e che distorce la concorrenza tra le imprese oneste e quelle che operano nell’illegalità. Le indagini di polizia giudiziaria condotte in materia tributaria sono state 715, con la denuncia di ben 1.570 persone, di cui 27 finite in arresto.
Altrettanto preoccupante è il quadro che emerge sul fronte del lavoro irregolare. Nel periodo preso in esame, sono stati scoperti 2.787 lavoratori in nero o irregolari, una cifra che pesa sulla coscienza di un sistema produttivo che dovrebbe garantire tutele e diritti a tutti. Le operazioni di verifica hanno inoltre permesso di sequestrare oltre 50 milioni di euro quale profitto diretto di evasione e frodi fiscali, e di bloccare crediti d’imposta inesistenti per circa 8,2 milioni di euro. Numeri che parlano chiaro: il sommerso è ancora una realtà radicata nel tessuto economico locale.
Sul versante della tutela della spesa pubblica, la Guardia di Finanza ha effettuato 3.414 interventi, di cui ben 1.086 dedicati ai progetti finanziati dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le verifiche hanno riguardato contributi, finanziamenti e appalti pubblici per un valore complessivo superiore ai 324 milioni di euro. Le frodi accertate ai danni dei bilanci nazionale e dell’Unione europea hanno superato i 64 milioni di euro, mentre i danni erariali contestati nell’ambito di 438 indagini ammontano a oltre 140 milioni di euro. Un lavoro fondamentale per garantire che le risorse pubbliche vengano utilizzate in modo corretto e trasparente.




