Il Torino Airport si appresta a vivere una delle settimane più intense della sua storia recente. Con oltre 115mila passeggeri attesi durante il periodo pasquale e un primo trimestre 2026 che ha già riscritto i libri dei record, lo scalo torinese si conferma come uno dei poli aeroportuali più dinamici e in crescita dell’intero panorama italiano. I numeri parlano chiaro: qualcosa di straordinario sta accadendo a Caselle, e non si tratta di un fenomeno passeggero.
La settimana di Pasqua 2026 si preannuncia come un momento di svolta per il Torino Airport. Lo scalo di Caselle si prepara ad accogliere oltre 115mila passeggeri nell’arco di pochi giorni, con una crescita stimata di circa il +20% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che fa riflettere e che testimonia quanto la domanda di mobilità aerea stia esplodendo anche in un contesto come quello piemontese, tradizionalmente considerato meno turistico rispetto ad altri grandi hub italiani.
Sul fronte degli arrivi, i flussi più significativi proverranno da Spagna, Danimarca e Irlanda, tre mercati che negli ultimi mesi hanno mostrato un interesse crescente verso Torino e il suo territorio. Non si tratta solo di turisti in cerca di arte e cultura, ma anche di connazionali che approfittano delle festività per ricongiungersi con le proprie famiglie. Le regioni del Sud Italia e le isole si confermano invece le destinazioni più gettonate per i torinesi in partenza, un classico appuntamento con le radici che si ripete puntualmente ogni anno.
Non mancano però le mete internazionali di richiamo. Londra, Parigi e Madrid restano tra le scelte preferite per i viaggi leisure, ma a farsi notare sono anche destinazioni come Marrakech e Copenaghen, segno di una clientela sempre più curiosa e disposta a esplorare itinerari meno scontati. Particolarmente incoraggianti sono le performance delle nuove rotte introdotte nel network estivo, con Budapest, Sofia e Tirana che stanno già raccogliendo consensi e dimostrando come l’ampliamento dell’offerta stia pagando concretamente in termini di passeggeri.
La settimana di Pasqua non è che la ciliegina su una torta già di per sé straordinaria. Il primo trimestre del 2026 ha regalato al Torino Airport risultati che nessuno si sarebbe aspettato con tale anticipo. Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, lo scalo ha movimentato complessivamente 1.426.300 passeggeri, segnando una crescita del +15,6% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Un balzo in avanti che va ben oltre la semplice tendenza positiva e che posiziona Torino come uno degli aeroporti italiani con la crescita più sostenuta del momento.
Il mese di marzo 2026 merita una menzione a parte: per la prima volta nella storia dello scalo, il numero di passeggeri in un singolo mese ha superato la soglia delle 500mila unità, attestandosi a 518.999 passeggeri con un incremento del +15,6% su marzo 2025. Anche gennaio e febbraio hanno fatto segnare i loro rispettivi record mensili, con crescite del +16,5% e del +14,3% sugli stessi mesi dell’anno precedente. Il bimestre complessivo si è chiuso a +15,4%, un dato che stacca nettamente la media nazionale ferma al +4,9%: un divario che la dice lunga sulla vivacità dello scalo torinese.
A trainare la crescita del trimestre è stato soprattutto il traffico internazionale, aumentato del +17%, mentre il segmento domestico ha comunque registrato un solido +14%. Un contributo fondamentale è arrivato dal cosiddetto traffico neve, composto da voli di linea e charter che portano gli sciatori sulle montagne del Nord Ovest: la stagione invernale 2025/2026 si è chiusa con 404.512 passeggeri, in crescita del +21,9% rispetto alla stagione precedente. A guidare questo segmento sono stati ancora una volta Regno Unito e Irlanda, affiancati da mercati in forte espansione come Danimarca (+36,9%), Belgio (+51,4%) e Svezia (+3,8%), a conferma di quanto le Alpi piemontesi esercitino un fascino sempre più potente sugli appassionati di sport invernali europei.



